
Granata condannati, finale da serie B
Giugno 1, 2009Diversamente da quanto accaduto negli ultimi due campionati, il Toro questa volta non aveva il calendario dalla parte del manico: non solo si è trovato a giocarsi una fetta di salvezza contro un Genoa di un altro pianeta rispetto alle proprie pochezze, ma ha incrociato il cammino con una serie di combinazioni che ne hanno praticamente scritto il destino.
Un atteggiamento, quello rossoblù, sorretto da valide ragioni di classifica: con la Fiorentina sotto a Lecce, il quarto posto tornava a portata di mano e che poi i viola abbiano pareggiato proprio in coincidenza della zuccata decisiva di Milito, appartiene al destino del pallone.
Due volte in vantaggio (Milito su rigore netto, poi Olivera su punizione), invece di infierire, i rossoblù hanno assecondato i desideri granata: Franceschini e Bianchi (con la difesa di Gasperini sotto anestesia) hanno allungato la vita al Toro, Ventola e Rosina non l’hanno salvata e allora il Genoa ha fatto la cosa più semplice del calcio: trasformare in gol una delle quattro occasioni avute.
In ordine sparso: un’entrata da karate di Ogbonna su Olivera, un cazzotto di Pisano allo stesso uruguaiano; un uppercut di un non meglio identificato genoano a Colombo, una presa wrestler di Rubinho a Pisano col portiere brasiliano scalciato a terra (pare) da Calderoni.
Fonte:
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quitoro/200905articoli/20653girata.asp